Malagò, procura Coni all’attacco: chiesti chiarimenti, cosa sta succedendo

Taucer, procuratore generale dello sport, ha respinto la richiesta di archiviazione della procura federale per l’indagine sul mancato tesseramento del presidente
Giorgio Marota

Pubblicato il 09.09.2026, 11:31

Dall’ormai celebre divieto di “porte girevoli” (smontato dall’Anticorruzione) all’estate bollente della Nazionale, dagli attacchi di alcuni politici fino ai tentativi di trovare una sintesi tra quattro diverse proposte dei partiti di riforma del calcio: nei primi due mesi e mezzo alla guida del pallone Malagò ha passato gran parte del suo tempo a schivare colpi, trovandosi da una parte a fronteggiare il fuoco amico (Maldini-Leonardo) e dall’altra a fare scudo verso chi continua a sostenere la tesi del commissariamento. Ieri gliene è capitata un’altra, questa parecchio spinosa perché coinvolge la giustizia sportiva: Ugo Taucer, il procuratore generale dello sport, ha infatti respinto la richiesta di archiviazione della procura federale per l’indagine sul mancato tesseramento del presidente. Non è un diniego totale, come spieghiamo più avanti, ma una semplice richiesta di chiarimenti. Fatto sta che la chiusura del fascicolo, così come è stata presentata, da Palazzo H non intendono accoglierla. Ma perché, dirà qualcuno, il tesseramento è un presupposto necessario per correre alla poltrona federale

Malagò non sarà deferito, ma si sente sotto attacco: cosa può succedere

CASO. Non lo è, secondo la Figc. Forse sì, secondo il Coni. L’art. 29 dello statuto parla del presupposto della «regolarità del tesseramento», ma per l’interpretazione corrente (quella che lo stesso Taucer, in passato, aveva condiviso) soltanto se il candidato sia già tesserato, quindi ad esempio sia calciatore, allenatore o dirigente di società. Gravina non lo era, per citare un esempio finito anche sotto la lente dei tribunali. Eppure un candidato non ammesso alle ultime votazioni, l’avvocato Miele, su questa vicenda ha deciso di puntare. Al punto che Taucer il 15 luglio aveva interpellato il collega Chiné e quest’ultimo, nei giorni scorsi, aveva fornito una corposa documentazione (25 cartelle, citando precedenti e sentenze) a sostegno dell’archiviazione.

Malagò non sarà deferito (ha consegnato al segretario generale i documenti che gli chiedeva per essere candidabile), eppure si sente nel mirino. Taucer ha chiesto integrazioni, scrivendo che «non ci si può riferire all’essere in regola senza essere prima tesserati». Nel frattempo, ha informato il n.1 del Coni Buonfiglio, con il quale Malagò ultimamente non ha avuto buone sponde (vedi Bianchedi capodelegazione). Una valutazione politica nella prossima Giunta verrà fatta. Una cosa è certa: nella maggior parte dei circa 50 statuti delle federazioni c’è una norma identica a quella Figc, dove viene chiesta le regolarità del tesseramento e non il tesseramento in senso stretto.