Vertice tra leghe, il blocco si conta

Oggi previsto l'incontro tra Dilettanti, Lega Pro e Serie B: c'è ancora distanza tra Abete e l'Asso Calciatori di Calcagno
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I vertici di Lega B, Lega Pro e Dilettanti si incontreranno oggi pomeriggio per definire una prima strategia in ottica elezioni Figc, anche se diversi protagonisti di questa vicenda hanno già cominciato a dialogare con i due candidati. Gli schieramenti in campo - Malagò e la maggioranza della Serie A da un lato, Galliani con i delusi del massimo campionato, i calciatori e gli allenatori dall’altra - dovranno inevitabilmente conquistare questo “campo largo” per avere chance di vittoria il prossimo 14 dicembre. Si tratta di un fronte abbastanza coeso pur con delle importanti sfumature, alla luce dell’alleanza tra Abete e Marani e della vicinanza storica della B (ora guidata da Bedin) alla Serie A. In ogni caso, le tre leghe valgono insieme il 52% dell’intero corpo elettorale e diventeranno l’ago della bilancia alle urne. Ma attenzione a considerare granitico tale blocco, come non lo è fino in fondo quello rappresentato da AIC e AIAC: tanto si deciderà sulle intenzioni dei singoli delegati visti i rapporti trasversali di Galliani e di Malagò, quest’ultimo trionfatore 4 mesi fa col 68,58% dei consensi. In C e in LND, ad esempio, in tanti si dicono pronti a confermare quella scelta a prescindere dalle indicazioni di scuderia.

Dai dilettanti ai calciatori: schieramenti e strategie di Abete e Calcagno, ma non solo

I PIANI. Abete potrebbe anche decidere di aspettare i programmi prima di schierarsi e portare a una causa, piuttosto che a un’altra, quel pacchetto di voti che vale un terzo (o giù di lì coi dissidenti interni): il tempo è un suo alleato e potrà sfruttarlo per mettere sul piatto le istanze del suo mondo, quelle pratiche e pure quelle politiche. A giugno sfidò Malagò pur senza avercela con lui, ma in questi mesi, tra accuse di fughe in avanti e di tradimenti, la distanza tra lui e l’Assocalciatori si è amplificata al punto che vederlo votare insieme a Calcagno, tornando improvvisamente suo alleato, sarebbe clamoroso.

Ieri, intanto, Cagliari, Sassuolo e Venezia hanno deciso per la neutralità, rinunciando a sostenere apertamente Malagò e al tempo stesso isolando Inter e Atalanta, oggi le uniche due certe in A per Galliani con la Lazio ancora nel limbo (Lotito è un collega senatore di Forza Italia, ma il patron laziale e Marotta sono come il diavolo e l’acqua santa), la Juve e il Como che almeno a parole hanno promesso sostegno a Malagò e il Milan ondivago. Oggi è il giorno in cui il commissario annuncerà la sua ri-discesa in campo con 11 o 12 firme sul foglio. Poi comincerà la campagna elettorale vera e propria, porta a porta. 

 

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