Psg, la pazienza non è un limite

Le visioni di Arteta e Luis Enrique e la differenza nell'ultimo rigore: il commento di Alberto Polverosi
Alberto Polverosi
Alberto Polverosi

5 min

Pubblicato il 31.05.2026, 09:00

Le visioni di Arteta e Luis Enrique

Non è difficile immaginare come sarebbe stata senza quel gol immediato. L’Arsenal avrebbe difeso nello stesso modo, magari con qualche ripartenza in più come è successo dopo che il Psg ha pareggiato su calcio di rigore. Non avrebbe conteso l’iniziativa al Psg che, finito subito in svantaggio, non ha più lasciato la palla agli inglesi. Era così che l’avevano preparata i due allenatori. Arteta partiva da un concetto di umiltà, da non confondere con inferiorità, sapeva che davanti si trovava un avversario più dotato tecnicamente e sfidarlo a viso aperto, nell’uno contro uno, avrebbe avuto probabilmente un esito rovinoso. Anche Luis Enrique era certo della superiorità tecnica della sua squadra, solo che pur tenendo a lungo la palla fra i piedi (64 per cento di possesso alla fine dei supplementari, con punte che hanno superato il 70 per cento) è andato a sbattere su una difesa compatta, forte e ben organizzata. In quei 136 minuti i parigini si sono passati la palla 911 volte, l’Arsenal 280, ma se la percentuale di precisione più alta è stata quella dei francesi (92 per cento) la ragione va trovata soprattutto nella... geometria di quei passaggi, quasi tutti corti e quasi tutti orizzontali, quindi spesso noiosi anche se la manovra si sviluppava sempre nella metà campo londinese.

 

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La differenza nell'ultimo rigore

Il genio dei francesi si è visto di rado. L’unica bella azione del Psg è stata quella del rigore con lo scambio Kvara-Dembelé-Kvara che ha portato al fallo di Mosquera. Il georgiano che aveva fatto a pezzi il Bayern stavolta non ha trovato spazio se non in quella occasione, il Pallone d’Oro Dembelé si è visto solo sull’assist e sul rigore dell’uno a uno, Doué si è acceso ogni tanto, Barcola ha sbagliato un mezzo gol e basta, nemmeno il sinistro dolce e velenoso di Fabian Ruiz ha trovato luce. Ovviamente, qualcosa di più poteva e doveva fare anche l’Arsenal, se vinci la Premier vuol dire che hai coraggio e anche qualità. Ieri invece si è accontentato del gol dopo 5', ci ha giocato sopra per un’ora, fino all’uno a uno. Quando poi ha cercato di ripartire, non ce l’ha fatta. Pari giusto al 136', la differenza era tutta nell’ultimo rigore.

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