Benedetta sia la Coppa Italia

La finale si avvicina per la Lazio, che perà non dovrà sottovalutare i prossimi impegni di campionato
Franco Recanatesi
Franco Recanatesi

4 min

Pubblicato il 04.05.2026, 10:34 (Aggiornato il 04.05.2026, 11:11)

Benedetta sia la Coppa Italia, altrimenti in queste ultime giornate di campionato la Lazio avrebbe perso anche quella manciata di spettatori non iscritto alla lista dei no-Olimpico. Lottare con Bologna, Sassuolo e Udinese per l’ottavo posto non era in cima ai desideri dell’inizio stagione e neanche ai propositi dell’allenatore, bidonato dal proprio presidente e rimasto sulla plancia di comando per questioni di cuore verso quelli dai quali in un certo senso è stato disilluso («sicuramente l’assenza del tifo ci ha tolto punti», ha dichiarato dopo il pari con l’Udinese).

Un nuovo Sarri

Il Comandante di qualche anno fa (pochi) avrebbe mandato al diavolo presidente, tifosi e milioni e ciancicando l’ultima cicca a Formello avrebbe sbattuto la porta filando verso la sua Figline. L’ultimo Sarri no, è come un temporale diventato pioggerella, sopporta, chiude gli occhi, sospira e passa oltre. Anzi di più: osserva il suo gruppo, ne studia i requisiti e cambia registro: abbandona il sarrismo e fa giocare la squadra come la squadra sa giocare: raccolta, contropiede, lanci lunghi sulle fasce dove alloggiano i centometristi, tutti arrapati sulle seconde palle, soprattutto a centrocampo.

La finale di Coppa Italia per dare un senso alla stagione

Così la Lazio ha cominciato a raccogliere punti, tirando il fiato soltanto a Firenze (perdonabile) e soprattutto conquistando la finale di Coppa Italia dando un senso a una stagione che un senso non aveva (grazie Vasco). Prima di arrivare al 13 maggio occorre sopportare due partite e poiché occorre fare punti per non perdere l’ottava posizione (Lotito ha messo in palio un gruzzoletto per non scalare più giù, fra le squadre costrette a cominciare la prossima Coppa Italia a metà agosto) Sarri non potrà mandare in campo pizza e fichi, ma dovrà compiere un’alternanza ben ragionata, ancor più di quella che sta già facendo. E con successo. Merito suo se riesce a spremere il meglio da una rosa ristretta, se i panchinari si fanno valere quando vanno in campo, se son tutti pronti fisicamente e mentalmente.

Guarda la gallery

 

Quelli che si fanno valere... E Dia

Guardate le pagelle di Lazzari e Pellegrini, di Provstgaard e Dele Bashiru, di Noslin e Cancellieri, di Patric e Pedro. Motta è un caso a parte, più una botta di c... che un portiere costruito. L’unico che non riesce proprio a spiegarci come mai sia riuscito a collezionare 16 gol e 6 assist con la Salernitana (mica il Bayern) due anni fa (mica dodici) e adesso è meno pericoloso di un raccattapalle è Boulaye Dia. Mistero. E’ evidente che Sarri ha fatto un ottimo lavoro sul campo e nella testa dei suoi giocatori ed è naturale e comprensibile che pur tenendo d’occhio l’ottavo posto si impegni a presentare la squadra nella forma migliore nella finale di Coppa. Tutto il resto è propedeutico. Anche la partita di oggi a Cremona che per la squadra di casa è un’ultima spiaggia. Non aspettiamoci una Lazio a denti stretti, saranno molte e giustificate le assenze dei titolari. Comincia il conto alla rovescia: meno nove...

 

Abbonati per continuare a leggere

Scegli l’abbonamento che fa per te e sblocca un mondo di contenuti esclusivi,
navighi senza interruzioni e scopri il piacere della lettura.

  • Basic

    € 19,99 Prezzo standardRisparmi il 50%

    9,99al mese
  • 5 contenuti al mese
  • Più scelto

    Plus

    € 29,9 Prezzo standardRisparmi il 33%

    19,99al mese
  • 10 contenuti plus al mese
  • Nessuna pubblicità
  • Best value

    Pro

    € 49,99 Prezzo standardRisparmi il 20%

    39,99al mese
  • Contenuti illimitati
  • Supporto prioritario