Un pieno di azzurro
Finalmente una serata tutta nostra, piena di azzurro, con uno spettacolo fantastico, quello della Under 21, e due vittorie, una fragorosa firmata da Baldini che ci porta dritti alle finali dell’Europeo di categoria, un’altra solo un po’ più striminzita e non spettacolare (ma netta e convincente) di Mancini che ci consente di entrare fra le teste di serie nel sorteggio per i gironi di qualificazioni di un altro Europeo. Questo lunedì ci rallegra, ma sono soprattutto queste settimane di nazionali a offrirci un’altra prospettiva, ci incoraggiano per il futuro che dopo Zenica sembrava così cupo da averne paura.
Italia, una vittoria e tante ottime notizie
La Under ha vinto le due partite con Armenia e Polonia, a cui ha strappato il primo posto del girone sommergendola di gol; la Nazionale ha battuto la Turchia pur non giocando la stessa partita di Bursa. Ma va bene anche così perché pure questo successo, oltre a una bella spinta in classifica, ha in sé delle buone/ottime notizie, come il gol di Scamacca, il primo in azzurro di Calafiori nel suo vecchio stadio e quello immancabile di Pio Esposito, la prima da titolare di Vergara (ben fatta) e Doumbia (idem), la reazione immediata dopo l’uno a uno dei turchi e il ritorno di Romano dopo l’incubo dell’Olimpico. Quando è entrato Tonali, il cagliaritano gli ha lasciato il posto da centrale, ha fatto un passo avanti e da mezz’ala ha preso forza. Scaricando le responsabilità del regista sul compagno più esperto, si è sentito leggero, ha alzato il livello della sua prestazione e piazzato anche l’assist per il terzo gol di Pio. Il ct non lo vuole perdere, ci punta davvero e forse ieri ha capito ancora meglio qual è il suo ruolo ideale.
Per ora siamo tornati squadra
Nove cambi rispetto all’ultima con la Francia erano tanti davvero. Dalla vittoria in Turchia alla trasferta di Parigi il ct si era fermato a due soltanto e l’effetto era stato decisamente positivo. Stavolta per gli azzurri non è stato facile ritrovarsi, nel primo tempo non c’erano le distanze giuste, non c’era armonia fra un reparto all’altro, siamo stati a lungo sotto ritmo, con appena tre buone ripartenze. Ma il fine di Mancio era soprattutto lo sguardo ai ragazzi, è l’aspetto su cui si è soffermato più a lungo in questi giorni di ritiro. Li vuole controllare da vicino e presto avrà anche quelli di Baldini da verificare sul campo. Sembra un passaggio felice, un programma che guarda alle necessità di oggi (recuperare autostima e credibilità tenendo d’occhio la classifica della Nations) e alle possibilità di domani (tornare ai nostri vecchi livelli con i ragazzi). Questo torneo era iniziato malissimo per noi, dopo il Belgio però è cambiata tutta la storia, col trionfo in Turchia, la partita da squadra vera a Parigi e la vittoria di Bologna che ci hanno spinto al secondo posto in classifica, scavalcando proprio i belgi. A novembre sfidiamo la Francia a Milano, ci separano tre punti, ma un passo per volta, senza esagerare. Per ora siamo tornati squadra (ed è tanto, tantissimo, visto da dove arriviamo), vediamo se torneremo anche forti. Si va avanti con equilibrio.
Montella potrebbe saltare
Ieri sera con una concretezza molto italiana ci siamo approfittati delle assenze della Turchia, però anche con Yilmaz, Yildiz, Calhanoglu e Arda Güler a casa qualche problema ce l’ha creato, soprattutto nei primi venti minuti. Montella potrebbe saltare, ma in questi anni trascorsi a Istanbul ha dato vita a una squadra compatta. Al suo eventuale successore lascerà una bella eredità.
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