Inter, un nuovo inizio
Come il lupo di Wall Street chiede di essere giudicato non per i profitti ma per le perdite, «perché ne ho davvero poche», Cristian Chivu può legittimamente pretendere di essere valutato non per i numeri clamorosi collezionati in questo campionato ma per il modo in cui ha affrontato i pochi, ma insidiosissimi, momenti di black out.
Inter, i momenti chiave per lo scudetto
Quei passaggi a vuoto che rischiavano di compromettere la stagione sin dall’inizio o di vanificare tutto sul più bello come era accaduto un anno fa con Inzaghi. La partenza ad handicap, con quell’uno-due micidiale incassato contro Udinese e Juve, sembrava già una sentenza. Ma in un campionato strano, nel quale le prime della classe hanno subito perso tutte un numero anomalo di partite, quel -6 ha rappresentato anche il massimo gap dalla vetta accumulato dai nerazzurri, anche dopo aver perso lo scontro diretto del Maradona e il derby d’andata, per un totale di cinque sconfitte nelle prime dodici giornate. Il che non aveva impedito di prendere il primo posto con la Roma all’11ª e poi di conquistarlo definitivamente dopo altre quattro giornate. Con una sequenza irresistibile per la concorrenza: quattordici vittorie in quindici partite, intervallate dal pareggio con il Napoli a San Siro. L’altro momento chiave è la sconfitta nel derby di ritorno, seguita da due pareggi di fila con Atalanta e Fiorentina: da un campionato virtualmente chiuso alla sindrome del braccino è un attimo, ma Chivu ha preparato benissimo la sfida con la Roma e ha gestito ancora meglio il doppio svantaggio a Como, costruendo la rimonta decisiva.
Identità nerazzura
Al debutto sulla panchina dell’Inter, dopo un apprendistato di appena 13 gare di A con il Parma, Chivu ha rappresentato un richiamo forte all’identità nerazzurra, uno degli eroi del Triplete che torna per aprire un nuovo ciclo. E ha dato un nuovo senso al concetto di cantera, non solo come luogo dove coltivare i talenti di domani ma anche come laboratorio dove costruire in casa gli allenatori. Un concetto molto poco italiano e molto spagnolo. Stratega e psicologo a seconda del bisogno, Chivu non ha cercato strappi drastici con l’abito tattico che Simone Inzaghi aveva cucito su misura per questo gruppo, somministrando gradualmente piccole variazioni sul tema: aggressività nel recupero palla, difesa più alta, un atteggiamento più verticale. L’evoluzione che ha in mente dovrà passare inevitabilmente dal mercato per un’Inter ancora più sua.
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