
La legge dei più forti
Di sicuro Monza e Cagliari non sono avversarie capaci di creare veri problemi all’Inter, però se uniamo il secondo tempo contro la squadra di Juric e il primo contro quella di Pisacane non esce la foto di una squadra forte, ma quella di un tiranno. La differenza sta solo nel numero dei gol, nella ripresa col Monza ne aveva fatti tre, nei primi 45' con i sardi solo uno e almeno sei/sette buttati al vento. Tenere aperta la partita, dopo la rete di Calhanoglu e un dominio del genere, poteva diventare un rischio. O meglio, lo è stato davvero perché mentre l’Inter nel secondo tempo ha continuato a sbagliare un gol dietro l’altro, la possibilità di un pareggio miracoloso ha dato coraggio al Cagliari che ha perso la timidezza della prima parte e ha cercato più volte di agguantare il punto. Lautaro ed Esposito hanno giocato bene, sempre a favore della squadra, ma in area, casa loro, hanno sbagliato tutto quello che non si poteva sbagliare, imitati poi da Thuram quando è entrato.
Inter, le lame di Calhanoglu
Tutt’e tre devono ringraziare Bisseck che nel finale ha cancellato un gol sicuro di Kevin Carlos. Diciassette tiri prima dell’intervallo (diventeranno trentuno alla fine della partita), il Cagliari mai arrivato dalle parti di Josep Martinez, oltre il 64 per cento di possesso palla quasi tutto nella metà campo avversaria. Siamo solo alle prime giornate, quindi si può parlare soltanto di sensazioni, ma quella che hanno lasciato i campioni d’Italia su questo campo deve preoccupare tutte le rivali: in questo momento solo l’Inter può frenare l’Inter, soltanto se si fa del male da sola può aiutare Napoli, Como, Milan, Juventus e Roma, altrimenti sarà dura competere con questa macchina che va avanti anche senza pilota. Con l’Inter ti puoi sedere al posto del navigatore e farti portare tranquillamente a destinazione, arriverai sempre puntuale. La squadra di Chivu ricorda quei coltelli multiuso creati in Svizzera, quelli che si aprono con tante lame, lunghe e corte, con le forbici, con il cavatappi, con il cacciavite, l’Inter può segnare in tutti quei modi diversi. Con le lame di Calhanoglu, al secondo gol alla seconda partita con due tiri da fuori area, contro il Parma con una botta terrificante, ieri con un “piazzato” di prima finito nell’angolino; può far gol con le forbici (i tagli) di Dimarco e con il cavatappi di Lautaro Martinez che porta via i difensori quando si imbottigliano in area.
Abbonati per continuare a leggere
Scegli l’abbonamento che fa per te e sblocca un mondo di contenuti esclusivi,
navighi senza interruzioni e scopri il piacere della lettura.
Basic
€ 19,99 Prezzo standardRisparmi il 50%€ 9,99al mese- 5 contenuti al mese
Più scelto
Plus
€ 29,9 Prezzo standardRisparmi il 33%€ 19,99al mese- 10 contenuti plus al mese
- Nessuna pubblicità
Best value
Pro
€ 49,99 Prezzo standardRisparmi il 20%€ 39,99al mese- Contenuti illimitati
- Supporto prioritario
Sei già abbonato?
Da non perdere
Unisciti alla Community
Accedi o registrati per dire la tua sugli argomenti che più ti interessano e vivere tutti i servizi di Corriere dello Sport–STADIO". Completa il tuo profilo per essere sempre aggiornato su notizie, eventi, offerte e tutto ciò che fa vibrare il mondo dello sport.
ACCEDI
oppure
o entra con DISQUS

