E non c’erano Kolo e Kerim

Spalletti in cerca di conferme: ecco alcune evidenze dei test della Juve
Vittorio Oreggia
Vittorio Oreggia

4 min

Pubblicato il 06.08.2026, 09:20

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Se a pallone si giocasse quasi da fermi, meglio se dalla trequarti insù e senza la ineludibile necessità di dover agire anche in fase di copertura, Edon Zhegrova sarebbe un mezzo fenomeno e Douglas Luiz pure. Purtroppo per loro e per la Juventus, bisogna correre. E anche parecchio. Di fronte a questa altrettanto ineludibile realtà, sulle prestazioni dei due bianconeri - uno probabile partente e l’altro probabile confermato - si innestano molte considerazioni intorno alla squadra di Luciano Spalletti che a Hong Kong ha battuto (meritatamente) il Chelsea.

Spalletti in cerca di conferme per la sua Juve

Al di là del risultato, l’allenatore – come da dichiarazioni della vigilia – era in cerca di conferme per capire a che punto stava il riassemblaggio della Juventus in capo a un crescendo di difficoltà (dopo Basilea, Standard Liegi e Nizza) studiato a tavolino. In fondo, il Chelsea, sia pure miniaturizzato dal 10° posto in Premier della scorsa stagione, resta sempre un avversario da maneggiare con cura. Specialmente dopo il mercato sontuoso che, al momento, ha spostato quasi 400 milioni di euro dalle parti di Xabi Alonso. Bene, le risposte ricevute dal tecnico di Certaldo sono per la maggior parte positive, anche se la Juventus ‘vera’ sarà un’altra cosa e degli ultimi acquisti (Kolo Muani e Alajbegovic) non si è vista nemmeno l’ombra. Ma in attesa di un portiere, un centrocampista e un centravanti, in assoluto la strada imboccata sembra quella giusta. 

Alcune evidenze dei test della Juve

Se è comprensibile e auspicabile prudenza di giudizio per queste amichevoli di rodaggio, ci sono evidenze abbastanza chiare. La prima riguarda la difesa, che continua a non prendere gol, al massimo un paio di spaventi (con Palestra), schierata prima a quattro e poi con tre centrali. La seconda è la gamba di Celik, unica novità di stagione in campo, che nel primo tempo è stato più presente da attaccante che da difensore, ben integrato sulla catena mancina con Boga. La terza è in realtà un plauso al golasso e a un paio di assist eccellenti di Zhegrova che così sarà venduto meglio. La quarta è il tentativo disperato di recuperare Douglas Luiz, più applicato rispetto al solito ma ancora troppo poco magnetico per attirare attorno a sé il pallino del gioco, bravo nei cambi di fronte con sventagliate di 70 metri, limitato nel disbrigo veloce degli affari interni: e dire che la partita è stata giocata a ritmi lentissimi. La quinta è invece una constatazione che riguarda l’attacco: al netto di Kolo Muani- insomma, non poco - Milik e David hanno confermato la non adeguatezza a essere considerati centravanti della Juventus. Poi ci sarebbe anche una sesta riflessione, che è una conferma, dunque una banalità: Yildiz è sempre Yildiz. Schierato mezz’ora, ha confezionato il delizioso passaggio per la rete di Zhegrova. Liofilizzando i concetti, crediamo che Spalletti, sempre per tornare al discorso delle risposte, possa ritenersi soddisfatto. Dopo tre settimane di preparazione, sostanzialmente con il vecchio organico, qualcosa di meno approssimativo si scorge all’orizzonte. La Juventus è solida, equilibrata e ben disposta al sacrificio. Aspettando Kolo, Alajbegovic, McKennie, Conceiçao (se rimane) e chi ancora arriverà. 

 

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