Juve, la crescita esponenziale di Celik

Il turco molto bene contro il Chelsea, è utilizzabile su entrambe le fasce. Cambiaso può agire anche da esterno alto
Filippo Bonsignore
Filippo Bonsignore

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Pubblicato il 07.08.2026, 11:50

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TORINO - Sorpresa Celik. Il secondo acquisto, in ordine di tempo, dell’estate bianconera è una delle note più liete della vittoria sul Chelsea. Zeki ha concluso stremato, piegato con le mani sulle ginocchia dopo l’ennesimo intervento positivo in difesa, la sua prima gara da novanta minuti con la maglia della Juve, segno che ha dato fondo a tutte le energie a disposizione ma anche che ha retto lo sforzo sul lungo periodo, particolare non secondario in una fase particolare come la pre-season. Uno step di crescita significativo, insomma, per il turco, strappato alla Roma con un autentico blitz da parte del direttore tecnico Massara. Celik aveva esordito contro lo Standard Liegi e aveva già offerto segnali interessanti contro il Nizza ma era ancora chiaramente in rodaggio. La sfida con i Blues, invece, ha portato al primo, concreto cambio di passo e ha permesso di comprendere tutte le qualità del ventinovenne.

Celik: esperienza, personalità e duttilità per la Juve

Esperienza, personalità ma anche, e forse soprattutto, duttilità: sì, perché Luciano Spalletti l’ha impiegato sia sulla sinistra, sia sulla destra della linea difensiva a quattro ottenendo in entrambi i casi risposte positive. Nel primo tempo, tra l’altro, Celik ha dovuto affrontare Quenda, il più incisivo degli attaccanti del Chelsea, ma non ha sofferto particolarmente, anzi ha mostrato una interessante propensione ad accompagnare la manovra e a inserirsi in area avversaria, proprio come fa Kalulu sul lato destro. Un jolly, insomma, che può tornare utilissimo e che può anche giocare come centrale di destra di una eventuale linea a tre, soluzione che la Juve ha ormai mandato a memoria.  

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Cambiaso può fare l'esterno alto

Celik in rampa di lancio, quindi. E Cambiaso? La crescita evidente del turco potrebbe togliere spazio all’azzurro che è reduce da una stagione difficile e non è il prototipo di esterno ideale per la difesa a quattro secondo Spalletti, che pure lo stima profondamente tanto da definirlo curiosamente un giocatore «tridimensionale» per il suo modo di interpretare il calcio «non solo in modo verticale e orizzontale, ma circolare». Entrando dentro al campo da sinistra, Andrea diventa un play aggiunto, accompagnando la costruzione del gioco ma l’evoluzione potrebbe anche essere un’altra. Esterno offensivo alto, preferibilmente a destra, come è stato provato contro il Chelsea, per sfruttare le qualità di corsa, cross e inserimento, sgravandolo da compiti strettamente difensivi. A meno che non riemergano piste di mercato che finora non si sono manifestate.