E Napoli allucca: ha segnato Lucca

Contro l'Osasuna è arrivato il primo gol da centravanti dell'attaccante di Moncalieri: il commento
Mimmo Carratelli
Mimmo Carratelli

4 min

Pubblicato il 07.08.2026, 10:52

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Alle 19,38 di mercoledì 5 agosto, a Castel di Sangro gli orologi si sono fermati. Contemporaneamente, a 130 chilometri di distanza, alcuni fedeli presenti nel Duomo di Napoli, guardando la statua di Gennaro con la testa di Gennaro rimessa sul collo, dopo la nota decapitazione alla Solfatara di Pozzuoli, hanno notato un cenno impercettibile ma significativo: il sopracciglio destro di Gennaro si è sollevato. I più stimati gennarologi non sanno dire se il sopracciglio di Gennaro si sia mosso alle 19,38 in punto oppure trenta secondi prima, annunciando un miracolo, o trenta secondi dopo, esprimendo una santa soddisfazione.

Lucca, il primo gol da centravanti

Nel primo caso, il sopracciglio sollevandosi ha prodotto, a 130 chilometri di distanza, il miracolo del primo gol da centravanti, e da centravanti vero, contro l’Osasuna, del ragazzone di Moncalieri Lorenzo Lucca, di anni 26 e di metri 2,01, inutilmente ingaggiato dal Napoli e di insignificante passaggio per nove partite a Nottingham, dove neanche Robin Hood ne ha incoraggiato le gesta. Nel secondo caso, il sopracciglio ha voluto salutare il miracolo avvenuto. Pagato la bella cifra di 35 milioni, il ragazzone di Moncalieri, giunto a Napoli, aveva perduto l’intera dote di artigliere del gol, che lo aveva reso famoso a Udine, da essere scambiato per un brocco di artigliere. Ma alle 19,38 di mercoledì 5 agosto a Castel di Sangro, quando gli orologi si sono fermati, Lorenzo Lucca, con due avversari addosso, ha sfoderato la prodezza tipica dei bomber calciando in gol un pallone filante abilmente percosso dal suo piede destro. I luccalogi non sanno dire se il ragazzone ha ritrovato il genio traendolo dalla sua personale lampada di Aladino oppure s’è trattato di un ballon d’essai che i profani scambiano per un pallone d’estate.

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Il problema del Napoli non sono gli attaccanti

I napologi più attenti sostengono che gli attaccanti del Napoli, e basterebbe guardare le partite disperate di un bomber vero come Hojlund, non sono messi in condizioni di far gol. E, qui, Gennaro (sollevando l’altro sopracciglio, quello sinistro) sembra accennare a Massimiliano Allegri il vero problema del gol nel Napoli. Il problema non sono gli attaccanti, ma i rifinitori che non sanno fornire i palloni adeguati. Quanti palloni giocabili per il gol ha Hojlund in una partita?

Un rifinitore il Napoli ce l'ha: De Bruyne

Un rifinitore vero e abile il Napoli ce l’ha ed è Kevin De Bruyne secondo il parere degli esperti. Gennaro non muove più nessun sopracciglio lasciando ad Allegri la soluzione del problema. L’annunciato e attesissimo incontro-dialogo tra il campione belga e il nuovo allenatore (vade retro, Conte) può aprire uno spiraglio positivo. Ma quanto regge De Bruyne e in quale scacchiera tattica infilarlo? La difesa può essere sistemata, il lato debole resta come andare in gol. In attesa di chiarimenti, i tuttologi raccomandano ai centrocampisti azzurri, soprattutto a Lobotka, di essere più audaci al limite dell’area avversaria senza continuare a fare girare palla, ma scaraventandola in porta anche a costo di sbagliare. 

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