Monza-Palermo, il segno del destino
Possono bastare tre tiri nello specchio della porta per fare tre gol e vincere la partita contro la 2ª migliore difesa del campionato? Il Monza ieri sera ha dimostrato di sì. È possibile. Soprattutto dopo una gara pressoché perfetta in fase difensiva, condotta con un’attenzione maniacale e uno spirito di sacrificio senza eguali, che non ha offerto un solo spiraglio alla potenza offensiva avversaria né un’opportunità a Pohjanpalo, miglior cecchino del campionato.
Monza-Palermo 3-0: cronaca, statistiche e tabellino
Il Monza sfrutta gli episodi e batte il Palermo
Almeno in questo ha perfettamente ragione Inzaghi, che soffre nel dover constatare come, oltre alla prodezza di Thiam sull’incornata di Segre nel 1º tempo - che avrebbe potuto incanalare il match clou su altri binari -, sia arrivata poi la traversa altrettanto clamorosa che avrebbe potuto riaprire una contesa che il Monza ha vinto negli episodi decisivi, prima ancora che con una strategia tattica inattaccabile. Poi il divario è emerso, perché se segni 6 gol tra andata e ritorno il -6 in classifica diventa una conseguenza logica. Tuttavia, allungate le mani sulla promozione diretta e messo il fiato sul collo del Venezia capolista, Bianco non farà l’errore di pensare che i giochi lassù siano già chiusi a proprio favore.
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Venezia e Frosinone, opportunità sciupate
Lo stesso vale per Stroppa che, non a caso, è uscito furioso dal “Ferraris” dopo aver dovuto impattare contro la prima Sampdoria di Lombardo, almeno nello spirito, una squadra in grado di salvarsi. D’altra parte, lo scontro diretto tra brianzoli e lagunari, dopo il turno infrasettimanale e prima della sosta per le nazionali, resta la variabile indipendente di queste ultime otto giornate. E non consiglia, per ora, giudizi definitivi. Anche perché di mezzo c’è pure il Frosinone, nonostante il 4º pareggio nelle ultime 5 giornate e una rimonta, questa volta, patita contro il Cesena che gioca per Mignani ma non evita l’esonero del tecnico genovese, sostituito da Ashley Cole, da oggi al timone dei romagnoli. Certo, anche per i ciociari la frenata sa tanto di opportunità sciupata. Ma i conti è bene farli alla fine. E poi i playoff rimangono pur sempre l’altra porta d’ingresso per la gloria. Lo sa bene anche Inzaghi che, devastato ieri anche dalle ripartenze di Azzi e incassata un’altra brutta botta contro una diretta antagonista, ha già immaginato otto finali per la A. Perché nel calcio il bello deve sempre arrivare.
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