Italia, una vittoria da squadra vera

Tutto quello che è mancato all'Olimpico con il Belgio lo abbiamo ritrovato, in un solo colpo, a Bursa
Alberto Polverosi
Alberto Polverosi

5 min

Pubblicato il 29.09.2026, 09:17

Tutto quello che era mancato contro il Belgio lo abbiamo ritrovato in un colpo solo a Bursa. Lo spirito, l’atteggiamento, la personalità, il coraggio, questo nella testa. Poi sul campo l’aggressività, l’organizzazione, la tecnica, i movimenti, il fraseggio, gli scambi rapidi in venti metri quadrati e i gol. Quattro gol. L’Italia ha fatto un primo tempo fantastico: dominata dal Belgio a Roma, ha dominato la Turchia a Bursa.

I più bei 45 minuti degli ultimi anni

Tre giorni, otto cambi, tre gol in 45 minuti, i più belli degli ultimi anni. C’è tornata in mente solo una partita simile, a Parigi, contro la Francia nel settembre del 2024, tre a uno per gli azzurri e anche quella sera un gol lo firmò Frattesi. Certo, la Turchia non è la Francia, però Mancini aveva visto le partite del suo amico Montella nel Mondiale americano, un Mondiale finito presto ma meritando di vincere le due partite che invece ha perso. Li abbiamo presi di sorpresa (a dire il vero un po’ sorpresi, piacevolmente sorpresi, lo eravamo anche noi) con una partenza a pieno ritmo e già prima del gol di Bastoni li avevamo messi sotto. Va detto che l’assenza di Calhanoglu e Yildiz ci ha aiutato, anche se Arda Güler ha giocato a livelli mostruosi e comunque in Turchia tre giorni fa la grande Francia ha vinto con un solo gol di scarto.  

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Otto cambi e l'Italia che dopo dieci minuti hano fatto sparire ogni timore

La domanda è se sono stati davvero questi otto cambi a consegnarci una Nazionale opposta a quella del primo tempo dell’Olimpico. Confessiamo il timore alla lettura delle formazioni, un cambiamento del genere poteva significare anche incertezza, difficoltà nel ritrovarsi e nel sentirsi squadra. Dopo cinque minuti questo sospetto si è affievolito, dopo altri dieci è scomparso. Squadra vera, di lotta e di tecnica. L’azione del gol di Kayode è stata di una bellezza incredibile. Bello soprattutto il festival azzurro del ribaltone e dei debuttanti, a Mancini il coraggio non è mai mancato e quanto porta a casa dalla Turchia vale più dei tre punti e della stupenda prestazione del primo tempo. Porta a casa la certezza di aver visto giusto con i ragazzi, con Kayode, ma anche con i fratelli Esposito (di Pio azzurro si sapeva già tutto, di Sebastiano si è saputo qualcosa ieri) e con Doumbia.  

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