Le prigioni invisibili del desiderio

Le prigioni invisibili del desiderio

Nel suo nuovo libro 'Dipendenze: comprendere, prevenire, curare. Da sostanze a gioco d’azzardo, alcol, narcisismo patologico', il neurochirurgo Roberto Settembre racconta le fragilità del nostro tempo, tra neuroscienze, dolore umano e nuove possibilità di cura
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Esistono dipendenze che arrivano con fragore e altre che prendono forma nel silenzio discreto della quotidianità. Quelle che si nascondono dietro un bicchiere di troppo, una scommessa compulsiva, il bisogno incessante di controllare il telefono o relazioni affettive capaci di consumare lentamente l’identità di chi le vive. Dipendenze che spesso si insinuano senza fare rumore, trasformando lentamente un’abitudine in necessità. È dentro questo paesaggio fragile e contemporaneo che si muove 'Dipendenze: comprendere, prevenire, curare. Da sostanze a gioco d’azzardo, alcol, narcisismo patologico', il nuovo libro del dottor Roberto Settembre, neurochirurgo da anni impegnato nello studio del cervello e delle sue vulnerabilità. Un libro nato, in particolare, dall’osservazione di un disagio sempre più diffuso e spesso sottovalutato.

Le parole del Dottor Settembre

«L’idea nasce dall’osservazione di un fenomeno che negli ultimi anni è diventato sempre più diffuso e complesso», racconta Settembre. «Come medico ho visto aumentare non solo le dipendenze da sostanze, ma anche quelle legate al gioco d’azzardo, alla tecnologia, ai social network e alle relazioni affettive disfunzionali». Un universo che, nello specifico, il medico sceglie di affrontare senza giudizi, restituendo alle dipendenze una dimensione umana e scientifica. Il cuore del libro è forse proprio questo: smontare il pregiudizio secondo cui chi soffre sarebbe semplicemente privo di volontà. «Le neuroscienze ci hanno insegnato che la realtà è molto più complessa. La dipendenza modifica il funzionamento di specifici circuiti cerebrali coinvolti nella gratificazione, nell’autocontrollo e nella gestione degli impulsi».

Le possibili cure dalle dipendenze: la tecnica del Dottor Settembre

Una spiegazione che non cancella la responsabilità individuale, ma restituisce profondità al dolore. Ma Settembre non si limita a raccontare il disagio: prova anche a indicare strade possibili di cura. Tra queste, un ruolo centrale è occupato dalla stimolazione magnetica transcranica, tecnica di neuromodulazione non invasiva che il medico utilizza da oltre quindici anni. «Le prospettive sono molto interessanti e in parte sono già una realtà clinica», spiega. «Personalmente utilizzo la stimolazione magnetica transcranica da oltre quindici anni nel trattamento della depressione resistente ai farmaci, delle dipendenze e di diverse patologie della sfera neuropsicologica». Secondo le evidenze più recenti, la neuromodulazione può aiutare a ridurre il craving, il desiderio compulsivo che alimenta molte dipendenze. «La stimolazione magnetica transcranica non sostituisce la psicoterapia, il supporto medico o il lavoro sulla persona, ma può rappresentare un alleato estremamente efficace all’interno di un approccio multidisciplinare». Eppure il messaggio finale del libro non è soltanto clinico. È umano. «Nessuna dipendenza definisce il valore di una persona», conclude Settembre. «Chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma il primo atto di coraggio verso il cambiamento».


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