L'esempio di Favasuli
Cuore, applicazione, personalità. Se l’è giocata il Napoli, a differenza dei pronostici. È stato in partita fino all’ultimo, ci ha provato. Lo ha fatto con le sue armi, contro un Arsenal che oggi è di un’altra categoria. Per qualità, per profondità della rosa, per esperienza. Non si è campioni d’Inghiterra e vice campioni d’Europa per caso. La differenza l’ha fatta Odegaard, un fuoriclasse, l’uomo in più di Arteta. Allegri incassa la terza sconfitta consecutiva ma non esce dal campo ridimensionato. Anzi, porta a casa la consapevolezza che la sua squadra sta continuando a crescere. Dirlo dopo tre ko e sei gol presi in tre partite può sembrare assurdo, ma i segnali che ha dato di fronte a un avversario così forte sono da cogliere. Prima di tutto la voglia di sacrificarsi, tutti hanno capito che c’era da soffrire e lo hanno fatto insieme, da squadra.
L’Arsenal ha avuto le sue occasioni, ma il Napoli è stato sempre unito e compatto anche nel ripartire. E ha creato sempre problemi alla difesa di Arteta quando si è allungato negli spazi. S oprattutto grazie alla capacità di leggere la partita di Kevin De Bruyne, che in palcoscenici così recita sempre da protagonista. Si muove fra le linee, cerca sempre l’invenzione giusta, prova ad aprire spazi che non si vedono. E poi si mette a disposizione della squadra, si sacrifica, rientra, è determinatissimo. Certo, anche lui è umano e può sbagliare, ma in campo ci mette tutto se stesso. La discussione con Di Lorenzo nell’occasione lasciata a Merino fotografa alla perfezione il coinvolgimento nel progetto. Così come la sua amarezza nell’azione del possibile pareggio nel finale.
Nell’economia di una notte di gala come quella di ieri al Maradona pesano anche le differenze delle rose. L’Arsenal aveva in panchina fra gli altri Havertz, Zubimendi, Madueke, Tzolis, Calafiori, Bruno Guimarães. Dall’altro lato il Napoli aveva assenze pesantissime (McTominay, Anguissa, Buongiorno), ha perso Meret e Alisson in corsa e in panchina non aveva centrocampisti puri ma solo due attaccanti, Neres (recuperato in extremis) e Lucca. Anche perché Lang è stato spedito in tribuna per non aver avuto un “comportamento idoneo” alla vigilia. Era inevitabile la differenza di impatto dei cambi, quando li ha fatti Arteta la partita si è stappata.
Allegri non è stato aiutato da Vergara, Neres e Lucca, ma ha avuto una buona risposta da Favasuli. La personalità e il coraggio dell’esterno calabrese, al suo debutto con il Napoli e in Champions, sono due ottime notizie per Max: ha tanta voglia e tanta gamba, i tifosi lo hanno subito applaudito, su di lui ha dimostrato che si può contare. A cominciare da domenica prossima. Chiuso questo miniciclo terribile il Napoli dovrà rialzarsi contro Bologna e Fiorentina, gli ultimi impegni prima della sosta. Subito dopo, anche secondo il presidente De Laurentiis, inizierà la vera stagione del Napoli.
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