Napoli, un incubo senza fine

Leggi il commento al momento degli azzurri, dopo il pesante ko in Champions League con il Porto
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Pasquale Salvione

Pubblicato il 05.11.2026, 07:39

Sfiniti. Senza forze, teneri, fragili. Ci hanno provato, hanno lottato, hanno resistito più di un’ora, ma poi sono crollati. Il Napoli ha incassato la terza sconfitta su quattro in Champions, la settima stagionale su quattordici: ha perso la metà delle partite giocate. Un avvio di stagione da incubo, che rischia di pregiudicare tutto già nel mese di novembre. Era difficile aspettarsi qualcosa di meglio in Portogallo, le dieci assenze pesavano come un macigno. Allegri ha dovuto fare di necessità virtù, aveva tredici giocatori di movimento più i portieri, ha rispolverato l’unico modulo possibile (un 3-5-1-1) e ha scelto di seguire il Porto uomo a uomo a tutto campo.

 

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Non è stato facile, anche perché le difficoltà delle scalate a sinistra di Vergara, ovviamente non a suo agio a tutta fascia in un ruolo non suo, hanno a volte aperto delle pericolose voragini. Ma sono stati i calci piazzati il vero punto debole: due gol fotocopia presi su angolo con una marcatura a zona che ha lasciato troppa libertà agli inserimenti delle torri portoghesi. Rafa Marin (anche espulso nel finale) è naufragato insieme a Beukema e Rrahmani, così come hanno avuto difficoltà i centrocampisti ad arginare il talento di Gabri Veiga, che già qualche anno fa aveva dato un dispiacere a De Laurentiis preferendo i soldi arabi all’offerta azzurra. N on c’è niente da salvare in una notte così amara e, ancora peggio, non si vedono spiragli di luce in fondo al tunnel. Il Napoli è in difficoltà, ha perso fiducia, si sgretola con una facilità incredibile.