Juve, Spalletti risolve problemi

Leggi il commento sui bianconeri, corsari a Udine con la rete decisiva di Boga
Massimiliano Gallo
Massimiliano Gallo

4 min

Pubblicato il 15.03.2026, 10:21

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 La Juventus è sempre più in corsa per il quarto posto che significa Champions. In altri tempi, si sarebbe parlato di obiettivo minimo. Altre epoche. Lontane, lontanissime. Oggi, con questa Juventus, dopo tutto quello che è successo negli ultimi due anni, non è affatto così. Spalletti si è preso una brutta gatta da pelare. È il destino che tocca a chi è reduce da una pesante delusione come la sua con la Nazionale. A Torino l’ex ct potrebbe firmare un’impresa che non entrerebbe nei libri di storia ma che certamente non sfuggirebbe a chi il calcio lo segue e lo mastica.

La Juventus ieri sera a Udine ha vinto 1-0. È la seconda vittoria per 1-0 della sua gestione. Anche la prima fu in trasferta, a Bologna. A Udine il tecnico di Certaldo ha schierato una Juventus senza centravanti. Dopo mesi spesi inutilmente a provare a cavare qualcosa dalla fantasiosa campagna acquisti estiva di Comolli, anche l’ostinato toscano si è dovuto arrendere all’evidenza: Jonathan David non può fare il centravanti di una squadra competitiva di Serie A. A Udine l’ha tenuto in panca, l’ha fatto entrare al minuto 92 in quelle sostituzioni che hanno il solo obiettivo di perdere tempo. Di Openda si sono perse le tracce già da un po’. Il canadese si è accomodato in panchina. E in attesa che Vlahovic torni arruolabile, Spalletti si è inventato Yildiz falso nueve con licenza ovviamente di svariare. Con ai lati Boga e Conceiçao. Non a caso il gol è arrivato su spunto del gioiellino turco che ha offerto all’ivoriano la più facile delle reti: per Boga è stato il terzo gol di fila (finalmente un buon colpo di mercato). Yildiz nella ripresa ha servito un secondo assist ma il gol di Conceiçao è stato annullato per fuorigioco di Koopmeiners. Il turco è di un’altra categoria, ormai è noto a tutti.

Per comprendere la portata del lavoro del tecnico, bisogna guardare all’altra estremità della Juventus. Dal centravanti al portiere. Anche lì, Spalletti ha ristabilito la gerarchia tecnica. Dalla resa incondizionata contro il Como, Di Gregorio ha perso il posto. Ieri a Udine è stata la quarta presenza consecutiva di Perin che in queste partite non sempre è stato impeccabile ma ha chiuso il secondo match di fila senza subire gol.

Minuto dopo minuto, sta riacquisendo le certezze di un tempo. Ci sembra superfluo sottolineare che se in una squadra sei costretto a inventarti il centravanti e a cambiare il portiere, vuol dire che la rosa è stata costruita maluccio (e ci teniamo bassi). In attesa di Como-Roma oggi alle 18, la Juve ha trascorso una notte al quarto posto. Di questi tempi, una nottata emozionante. Ma che sia Champions o meno il prossimo anno, la squadra ha bisogno di una campagna acquisti affidata a un direttore sportivo che di calcio se ne intenda. È stata la più grave lacuna del club bianconero negli ultimi anni. Il colpo Boga lascia ben sperare. La portata del lavoro di Spalletti va stimata anche sui calciatori di lungo corso bianconero. Una menzione la merita la crescita di Locatelli calciatore spesso al centro di critiche da parte del mondo juventino. Con lui il tecnico ha saputo utilizzare bastone e carota. E dopo mesi, sembra aver operato con profitto anche all’autostima dell’uomo. Potrà usufruirne pure la Nazionale di Gattuso ormai prossima al dentro fuori del calcio italiano. Spalletti, nel frattempo, si è scelto un compito non meno ingrato: riportare la Juventus ai fasti dei bei tempi che furono.

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