Il bluff di Gasperini
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Ultimamente, Gian Piero Gasperini non racconta la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità. Bluffa, a fin di bene. Della Roma, ovvio. “Ai ragazzi non posso rimproverare nulla”, ripete in maniera sistematica dopo ogni gara andata male. Molto spesso, quindi, in tempi recenti. Possibile che lo pensi davvero, ricordando le 2 vittorie nelle ultime 8 esibizioni? No, il mister non la racconta giusta. È evidente. Resta da chiedersi perché GPG si stia comportando così. La prima risposta, quella più semplice (e forse la più vicina alla verità) è che lui sta lavorando forte sulla testa dei giocatori. Quelli che gli sono rimasti tra infortuni di varia natura. Non potendo sfruttare un maggiore/migliore bagaglio tecnico, tenta di giocare la carta della psicologia. Una mossa spinta dalla necessità assoluta di non perdere ulteriormente il filo del discorso. Per non cadere in depressione. La Roma non è quella di qualche tempo fa: le tante assenze di valore, l’obbligo del tecnico di far giocare sempre gli stessi (alcuni in netto calo: inutile fare i nomi, basta vedere le partite) e l’impossibilità di contare su alternative valide hanno determinato una situazione di enorme difficoltà. Gasp ha scelto (è stato costretto a farlo, forse) anche opzioni spericolate che non sempre hanno ottenuto il risultato sperato e questo l’ha portato sul banco degli imputati.
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