Una Roma entusiasmante

Leggi il commento del direttore del Corriere dello Sport-Stadio
Ivan Zazzaroni

Pubblicato il 06.09.2026, 08:11

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La bellezza colpisce l’occhio, ma il merito conquista il cuore perfino di chi tifoso non è. La Roma è stata bella, in alcuni momenti bellissima, generosa di sé e arrembante, e ha meritato il successo: con i tre punti e il primato in classifica insieme all’Inter ha ampiamente giustificato l’entusiasmo di un pubblico che l’aveva accompagnata soprattutto nella lunga fase dell’inseguimento, quasi fosse sicuro di farcela.

 

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Dominante e convincente come nel primo tempo la Roma lo è stata poche altre volte negli ultimi anni: per 46 minuti non ha permesso all’Atalanta di giocare, mostrando una brillantezza atletica e una reattività straordinarie. Koné e Hermoso, ma anche N’Dicka (su Scamacca), hanno sistematicamente azzerato tutte le buone intenzioni di Sarri, consentendo peraltro a Lulli, Wesley e Dybala di ripartire e creare opportunità.
Assai bene ha fatto anche Mora, tranne nelle conclusioni da fuori.

 

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Conoscendo Maurizio, ammetto di aver pensato che abbia ammirato l’avversario mentre faceva ciò che lui ha sempre provato a proporre, mi riferisco alla fase della riconquista del pallone e delle uscite.
Anche matura e disperatamente determinata come nella ripresa l’avevo vista raramente: per la prima volta sotto nella stagione appena iniziata, la squadra di Gasperini ha sostanzialmente urlato di non volerci stare, non ha avuto passaggi a vuoto e nei minuti finali ha raccolto l’intero frutto di uno sforzo commovente: per dire, gli ultimi dieci minuti di Wesley, che aveva macinato chilometri, sono stati di autentica sofferenza. Lo stesso Dybala, perfetto per oltre tre quarti di partita, è calato progressivamente di tono, sostituito nei compiti da Castro e Soulé, l’autore del gol del pieno merito.

 

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Evidente è la fiducia che Gasperini nutre nei confronti di Paulo, al punto da rinunciarvi solo se costretto.
PS. Il Koné visto ieri vale mezza squadra. Credo che a Bergamo qualcuno abbia rimpianto Gasp.