Napoli, mercato austerity e cessioni: l'analisi

Leggi il commento sull'estate vissuta dal club azzurro, costretto a destreggiarsi tra i paletti imposti dalla Uefa in entrata
Fabio Mandarini

Pubblicato il 02.09.2026, 09:30

Il Napoli ha concluso il mercato estivo con le cessioni in prestito con diritto di riscatto di Cajuste al Malaga e Lindstrom al Salisburgo, di Garofalo in prestito alla Dolomiti Bellunesi e con il rinnovo fino al 2032 di Marianucci. Due i nuovi arrivi: il difensore centrale francese Badiashile dal Chelsea, 25 anni, in prestito con diritto di riscatto (3 milioni più 27), un uomo in cerca di rilancio dopo due stagioni problematiche che dovrà colmare la voragine Buongiorno; e il terzino destro Favasuli dal Catanzaro, 21 anni, in prestito con obbligo di riscatto (un milione più 6), uno dei giovani migliori dell’ultima Serie B. Riscattati Hojlund (44 milioni, obbligatorio con la Champions) e Alisson (diritto esercitato, 16,5 milioni).

Napoli, l'attaccante richiesto da Allegri non è arrivato

Allegri si aspettava un attaccante con caratteristiche diverse da quelle in dote che non è mai arrivato, mentre sono rimasti tutti i calciatori di un certo spessore rientrati dai prestiti: Lucca, Lang, Marianucci, Rafa Marin. Dalla rosa 2025-2026 sono usciti Juan Jesus (svincolato), Elmas (fine prestito), Gutierrez, Lukaku, Mazzocchi. Da un punto di vista tecnico, in attesa di capire cosa questi quattro elementi potranno dare rispetto al passato e come tornerà Neres, appena rientrato dopo sette mesi e mezzo di inattività, il Napoli è l’unica delle grandi a non essersi rinforzata attraverso il mercato.

Una sessione che va letta in due modi: molto funzionale rispetto alle esigenze della società, focalizzata ad abbattere il tetto ingaggi e a sfoltire; molto meno rispetto all’obiettivo di lottare per il campionato e la Coppa Italia e soprattutto di fare più strada in Champions. A conti fatti il grande acquisto è l’allenatore, Massimiliano Allegri: in rosa ci sono ancora qualità e valori, ma tutto sta a capire in quanto tempo riuscirà a trovare i giusti equilibri tirando fuori il meglio anche da quei calciatori che sembrano giunti a fine ciclo per età o stimoli e da quelli in cerca di riscatto. Max è la vera speranza del popolo azzurro.

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Mani libere sulle vendite e slalom speciale in entrata

LA MISSIONE«Il Napoli ha 47 giocatori in rosa e almeno 25 devono uscire prima di acquistarne altri. Poi bisogna parlare con l’allenatore per capire», disse De Laurentiis a inizio luglio, in occasione della presentazione della maglia del Centenario. Pochi giorni dopo, il Milan ufficializzò l’arrivo di Gila, un difensore che Allegri avrebbe voluto già l’anno prima e che il ds Manna aveva bloccato a maggio anticipando tutti. Nulla da fare: sfumato per esigenze di bilancio. «Dobbiamo rientrare in certi parametri Uefa un po’ sforati», spiegò il direttore sportivo a Dimaro. Il lavoro di Manna in uscita è stato impeccabile: gli avevano chiesto 25 cessioni e 25 sono state, tutte senza incentivi all’esodo. Ha ceduto Lukaku al Fenerbahçe, snellendo 11 milioni lordi di stipendio, e ha ricavato 32 milioni da Gutierrez al Bayer Leverkusen; doveva abbattere il monte ingaggi e l’ha abbassato di 25 milioni lordi. Mani libere sulle vendite e slalom speciale tra i paletti in entrata: Gila è solo il primo dei grandi colpi in canna poi sfumati, mentre l’ultimo è stato Gabriel Jesus. Lang non è uscito e GJ è andato al Barça. Acrobazie per chiudere Badiashile. E arrivederci a gennaio.  

 

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