Il gigante Sandrino

Il campionissimo dell'Inter è morto all'età di 83 anni. Figlio di Valentino, è l'erore interista più amato e riconosciuto
Cristiano Gatti
Cristiano Gatti

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Pubblicato il 20.09.2026, 09:18 (Aggiornato il 20.09.2026, 09:31)

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Il commento di Puskas a Mazzola: "Ho giocato contro tuo padre, hai onorato la sua memoria"

È il monumento Puskas, dopo la finale della prima Coppa Campioni, Inter-Real Madrid 3-1 con doppietta di Sandrino, a conferirgli il riconoscimento ufficiale, valido per sempre: »Una volta ho giocato contro tuo padre. Complimenti, hai onorato la sua memoria, in questa famiglia c’è un altro campione». Ormai è fatta: anche Sandro, come il papà, è uno dei più grandi calciatori italiani di tutti i tempi. Lo dimostrerà stagione dopo stagione, con quella sua corsa frenetica dal passetto breve, alla Ridolini, come nei film accelerati, con quel dribbling stretto, con quel tiro secco, soprattutto con quella visione di gioco creativa e imprevedibile che smuove la squadra intera. Sempre Inter, l’Inter con il cuore e con la ragione. Ma inevitabilmente c’è anche il Mazzola azzurro, che vince un Europeo e poi è attore protagonista nel più celebre reality del calcio romantico, Italia-Germania 4-3. Lui e Rivera al centro di un colossale tormentone popolare, grazie a una rivalità che adesso solo davanti al Grande Fratello o a X-Factor le nuove generazioni possono comprendere, ma che a quel tempo riesce a dividere l’Italia più della legge sul divorzio. Mazzola e Rivera, Rivera e Mazzola, non solo un derby Inter-Milan, piuttosto due modi d’essere e di fare che comunque non riescono mai a dividerli davvero, uniti come sono in un civile rispetto reciproco.  

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L'intuizione Ronaldo

Il poi, dopo il ritiro del 1977, è certo il Mazzola dirigente (dal 1995 al 2003 con Massimo Moratti, suo il pressante consiglio a portare Ronaldo), ma soprattutto è il Mazzola baffo&sigaro, pronto a dire la sua senza problemi, ai giocatori e ai giornalisti, con un suo stile scanzonato e garbato, che però non è mai vuoto e banale, ascendente grillo parlante, in mezzo a tanti grulli parlanti.

Sandro gioca in eterno con la Grande Inter

Ultimamente, come un sigaro appoggiato nel posacenere, sempre più esili, quasi impercettibili, i suoi segnali di fumo. Fino a questo finale, il definitivo, che spegne la debole brace. L’Inter e gli interisti lo piangono, ma con loro lo piange l’Italia che non tifa contro e non odia. Lacrime giuste, però tranquilli: Sandro è già nel nuovo mondo, dove gioca in eterno la Grande Inter, rimandando nel persempre la risaputa litania che nessuno scorderà mai, quella che vale un inno ufficiale, quella che fa Sarti-Burgnich-Facchetti...